Ambito Scuola

La scuola, per rispondere alle esigenze formative ed educative attuali, deve divenire sempre più un punto di riferimento culturale in senso ampio, un luogo dove si promuove il benessere in generale, la salute ed il confronto.
Nella scuola é necessario saper costruire spazi dove adulti e giovani possano dialogare per trovare insieme le strategie adatte a rispondere ai mutevoli bisogni della crescita.


DESTINATARI

INTERVENTI

Alunni scuola Elementare Sportelli di Ascolto
Alunni scuola Superiore Prevenzione dell'abuso sessuale
Alunni scuola Media Educazione sessuale
  Orientamento
 
Insegnanti Formazione con metodi classici e metodi attivi
Educatori Conduzione di gruppi con metodi attivi
Genitori Supervisione clinica individuale o di gruppo
  Supervisione organizzativa


Approfondimenti


Sportelli di ascolto psicologico

Lo sportello di Ascolto Psicologico é un servizio di promozione della salute con obiettivi di contrasto della dispersione scolastica e della devianza, oltre che di educazione alla gestione del proprio benessere. Il progetto prevede la presenza a scuola dello psicologo, disponibile per colloqui individuali o in piccolo gruppo con gli studenti.
Lo sportello di Ascolto Psicologico, attivo nell’orario scolastico e gratuito per lo studente, rappresenta un occasione d’avvicinamento ad una preziosa figura di aiuto, offrendo nella quotidianità di ogni studente la possibilità di sperimentare il valore della riflessione guidata dall’esperto.
Il servizio offre una consultazione psicologica breve finalizzata a ri-orientare l’adolescente in difficoltà. La riflessione con l’esperto permette di ridurre la confusione, ristabilire ordini di priorità, focalizzare le proprie esigenze tenendole separate delle pressioni di tipo sociale cui l’adolescente é sensibile.
La tutela offerta dalla segretezza professionale e il clima di non giudizio, favoriscono una profonda riflessione sulla propria esperienza; la rielaborazione nella relazione con lo psicologo, attraverso un ascolto attento e non giudicante e l’attenzione agli aspetti meno manifesti del parlare e dell’agire, permettono reale comprensione delle vicende del mondo interiore, delle risonanze emotive che hanno per l’adolescente, promuovendo l’instaurarsi di una relazione privilegiata e significativa, sede di reale ascolto ed apprendimento.
Lo Sportello di Ascolto non si delinea come psicoterapia e prevede quindi un massimo di quattro incontri per studente. Al giovane in difficoltà questi incontri sono spesso più che sufficienti a focalizzare soluzioni attuabili, a riscoprire proprie potenzialità inespresse e ad uscire dall’impasse che in alcuni momenti della vita causa passività e sofferenza. Se invece nel corso dei quattro incontri dovessero emergere problematiche che necessitano un maggiore approfondimento, sarà cura dello psicologo indirizzare lo studente presso un servizio adeguato al proseguimento del lavoro.
Lo Sportello di Ascolto é pensato per gli studenti ma si propone di fornire un punto di riferimento psicologico per la scuola nel suo insieme ed é pertanto aperto anche a tutti gli adulti che sentano l’esigenza di confrontarsi sulle problematiche vissute a scuola nel rapporto con l’adolescente. Lo psicologo é quindi disponibile al confronto anche con insegnanti e genitori che siano in difficoltà nel rapporto con gli adolescenti presenti a scuola, al fine di considerare e sperimentare modalità di relazioni più funzionali al benessere dei giovani.


Prevenzione dell’abuso sessuale

Il programma di prevenzione primaria all’abuso sessuale denominato “PAROLE NON DETTE” nel quale abbiamo lavorato come consulenti fin dalla sua nascita é stato progettato e realizzato dall’ASL Città di Milano in collaborazione con Alberto Pellai, ed ha raggiunto nella sola città di Milano dall’anno 2000 al 2006 circa 15.000 bambini.
E’ rivolto a bambini, genitori e insegnanti delle scuole primarie.
L’obbiettivo principale é portare i bambini a riconoscere alcune situazioni a potenziale rischio di abuso sessuale e a sapere mettere in atto alcune strategie di autodifesa. Il percorso lavora sull’autostima dei bambini, sulla conoscenza del loro corpo sessuato, li attrezza a riconoscere le emozioni come dei messaggi e a capire quando questi indicano un pericolo. Alcune semplici azioni spesso possono scongiurare un abuso che, raramente é un evento violento ed immediato. Le parole, il NO, l’andarsene via, la comunicazione con l’adulto di fiducia possono interrompere il progetto di seduzione dell’abusante, che ha bisogno di tempo e di silenzio, ed evitare che il bambino diventi vittima di abuso.
Il progetto, se al livello sopra descritto attrezza i bambini a riconoscere alcune situazioni dubbie e a parlarne, deve ad un livello differente attrezzare gli adulti all’ascolto, perché spesso gli adulti non sono pronti ad ascoltare certe parole, a dialogare su certi argomenti. A questo scopo sono previsti due percorsi, per genitori ed insegnanti, che affiancano e rendono più efficaci i laboratori esperienziali previsti per i bambini.


Educazione sessuale e all'affettività

Per gli adolescenti di oggi non é facile trovare una propria dimensione sessuale capace di mediare tra bisogni evolutivi, ansie, insicurezze ed i messaggi massicci e contraddittori diffusi dai media e reiterati dal gruppo dei coetanei. L’adolescente si trova a confrontarsi continuamente con una cultura del corpo e della sessualità vissuta come prestazione, in cui viene posto l’accento sull’apparire e sul fare, con ansie e paure proprie della fase evolutiva che stanno vivendo e, non ultimo, con l’imbarazzo ed il disagio che gli adulti, sia a scuola che in famiglia, manifestano verso i temi della sessualità.
Il progetto di educazione sessuale e all’affettività vuole rispondere a quell’insieme di domande che la dimensione della sessualità fa nascere negli adolescenti, proponendo spazi di riflessione per trovare, a scuola, con il gruppo dei coetanei, ed insieme a degli adulti significativi, risposte preziose per orientarsi al meglio in una dimensione fondamentale dell’essere umano come la sessualità.
Il progetto educazione sessuale e all'affettività é pensato per gli studenti delle scuole medie superiori. E’ consigliata l’attivazione del progetto nella classe seconda.


Orientamento

L’orientamento é un percorso di guida nelle scelte finalizzato a facilitare il perseguimento dei propri obbiettivi, aspirazioni, potenzialità. Spesso questo delicato momento di avvio del proprio percorso formativo viene considerato in modo superficiale come mera somministrazione di informazioni senza considerare che persone confuse o che faticano ad individuare direzioni formative o professionali non possono beneficiarsi di un aumento delle informazioni da vagliare ed hanno bisogno, viceversa, di un lavoro centrato su di se, che evidenzi criteri prioritari da privilegiare nelle scelte.
In quest’ottica l’orientamento cambia radicalmente rispetto ai percorsi proposti in molte scuole, e diviene un lavoro di analisi della persona finalizzato ad individuare valori, aspettative, aspirazioni profonde da non disilludere con scelte erronee. L’orientamento in tale senso non consiste in elenchi d’istituti, corsi o aziende, ma in colloqui di riflessione guidata finalizzati a ridurre l’incertezza e ad evidenziare capisaldi sentiti dal soggetto come prioritari.

Formazione con metodi classici e metodi attivi

La formazione del personale é un esigenza dettata dalla specificità e dalla complessità crescente degli ambiti in cui gli operatori del sociale si trovano ad intervenire. Oltre ad una formazione di base, in campo educativo o clinico, é sempre maggiore la necessità di specializzarsi in alcuni ambiti, come la gestione delle provocazioni nelle relazioni con l’adolescente, la sessualità, o la prevenzione dell’abuso, solo per citarne alcuni.
L’educatore, l’insegnante o anche lo psicologo, si rendono presto conto nella loro attività che per addentrarsi in alcune dimensioni dell’esperienza umana ed affrontarne le problematiche, necessita una formazione altamente specifica. A volte si tratta di apprendere concetti nuovi, di approfondire alcune tematiche oppure di apprendere metodologie e strumenti che la formazione di base non forniscono.
Il nostro modello formativo, che parte con una attenta analisi dei bisogni specifici, ben si ritaglia su queste esigenze, fornendo moduli formativi che affiancano alla teoria anche metodi attivi, capaci di rendere la formazione un esperienza coinvolgente, centrata sul presente e pertanto particolarmente indicata per chi deve lavorare con i gruppi.


Conduzione di gruppi con metodi attivi

La conduzione di un gruppo con l’uso di metodi attivi, permette di fare vivere alle persone coinvolte un esperienza nel qui ed ora di grande importanza formativa. Vivere un esperienza non é come assistere ad un racconto: la partecipazione e l’attivazione che ne conseguono permettono ad ogni membro del gruppo di attingere dalla proprie potenzialità in modo creativo, e di affrontare tematiche difficili con modalità ed energie inusuali. Il gruppo é una risorsa che permette di attivare processi di crescita umana o professionale non raggiungibili altrimenti. Percorsi di formazione con conduzione di gruppo mediante metodologia attiva o conduzioni tematiche ad hoc sono pertanto una risorsa per chi con i gruppi lavora o anche per chi vuole approfondire dimensioni particolari dell’esperienza umana.


Supervisione clinica individuale o di gruppo

La supervisione clinica è uno strumento di lavoro essenziale per chi, come gli insegnanti, lavorano direttamente con bambini, preadolescenti ed adolescenti e nel cui lavoro la relazione interpersonale ha una grossa rilevanza.
La supervisione permette di rivedere i propri interventi riconoscendone e rielaborandone le implicazioni affettive, rileggendone le dinamiche relazionali per gestirle al meglio. La supervisione clinica è quindi uno spazio in cui dedicarsi alla gestione dei vissuti che il lavoro di relazione mette in moto e che rischiano di “inquinare” la relazione formativa ed educativa. La presenza di un supervisore esterno fornisce all’èquipe accoglienza dei vissuti affettivi, della frustrazione, della rabbia e di tutti quei sentimenti generati dalla relazione diretta con gli alunni, ed occasione di rielaborazione collegiale. Durante le supervisioni gli obbiettivi delle azioni formative vengono rifocalizzati e condivisi e l’insegnante ricolloca e riconosce il suo ruolo in ambiti sovraordinati alle relazioni con gli alunni, disinnescandone il potere destabilizzante. La rilettura delle dinamiche d’interazione permette così di ricollocarsi nella relazione tramite il proprio ruolo, salvaguardando la propria persona.
Il risultato ottenuto è una notevole riduzione del carico emotivo del lavoro ed una conseguente migliore gestione di tensioni e conflittualità.


Supervisione organizzativa

La Supervisione Organizzativa è un supporto di tipo metodologico indispensabile per progetti nei quali sono previste èquipe allargate e/o multidisciplinari. Alcune difficoltà nelle comunicazioni e/o relazioni di lavoro sono diretta e inevitabile conseguenza della forma organizzativa adottata e la Supervisione Organizzativa è un valido strumento per ridurle.
Formare un èquipe di lavoro, decidere ruoli e mansioni all’interno del progetto, definirne l’organizzazione, necessita infatti di una conoscenza approfondita delle dinamiche interpersonali e di ruolo che ne possono derivare. Spesso, inconsapevolmente, e con le migliori intenzioni, si pongono a livello organizzativo delle basi problematiche all’interno del gruppo di lavoro: in fase progettuale con la supervisione organizzativa tali premesse negative possono essere evitate, ed in itinere, individuate e successivamente risolte.


Scarica i progetti completi in pdf su:

-Educazione sessuale e all'affettività
-Prevenzione dell’abuso sessuale