| Deficit dell’attenzione e iperattivita' |
| Disturbo della condotta |
Difficoltà nel mantenere l'attenzione nel tempo e nel controllare l'impulsività. Queste caratteristiche portano il bambino a stancarsi e ad annoiarsi presto, a spostarsi continuamente da un'attività all'altra senza completare quanto sta facendo. Frequentemente questi bambini vengono descritti come “iperattivi”, agitati ed irrequieti, incapaci di seguire le regole. Queste difficoltà si riducono nel rapporto uno-a-uno ed in presenza di un adulto che controlla l'attività del bambino, oppure quando si propone al bambino una nuova attività. Questo disturbo si manifesta dalla prima infanzia (3-4 anni) e può proseguire fino all’adolescenza.
Il bambino o l’adolescente agisce ripetutamente comportamenti nei quali vengono violati i diritti fondamentali degli altri. Questi comportamenti posso essere aggressivi e implicare violenza fisica (vandalismo, scassi, scontri fisici, furti come estorsioni e scippi) o essere violazioni di regole importanti senza implicare lo scontro fisico (marinare ripetutamente la scuola, abuso di qualche sostanza, ripetute fughe notturne da casa, persistente comportamento menzognero). A volte è presente l’incapacità a stabilire un normale grado di affetto, di empatia o di legame con gli altri.
Il percorso di consultazione psicologica del minore e il sostegno ai genitori sono le prime indicazioni terapeutiche con cui orientarsi ad affrontare tali difficoltà.
Questo disturbo, insieme al comportamento antisociale, spesso è all’origine del fenomeno del bullismo nella scuola. Oltre al lavoro col nucleo famigliare o indipendentemente da esso, può essere importante l’intervento dello psicologo col gruppo classe e la formazione degli insegnanti.